[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0ankDeMZ0dg[/youtube]
Da un pò di tempo ho preso l’abitudine di lamentarmi per la scomparsa di persone che, per la loro follia e per il loro “calibro intellettuale”, sembravano fare da contrappeso alla deriva della “coscienza civile” che l’Italia sembra subire negli ultimi 30 anni;
persone come Pasolini, Sciascia, Carmelo Bene, Giuseppe Fava e così via, per intenderci.
Quando pochi giorni fa, Lele, mi ha mostrato questa intervista a Silvano Agosti, in un istante ho compreso che non è che persone del genere non ci siano più;
è solo che lo spazio pubblico per eccellenza, la televisione, non sembra essere più in grado di sostenerne la dialettica, il peso morale, di reggerne il confronto, in sintesi.
Guardate l’espressione e la tensione che dimostrano i due giornalisti (in particolare il maschio) nel porsi davanti a un “essere umano” vero, uno che dimostra di conoscere bene la lezione sulle priorità dell’ esistenza….


4 Comments
Fiora
29 Dic 2009 at 8:02 pm… evidentemente pensi che le scuole siano dei luoghi malefici in cui i bambini vengono traviati… in ogni caso non riesco proprio a capire come si faccia a ringraziare la guerra per non essere andati a scuola … da insegnante posso dire che sicuramente la scuola ha molte pecche e soprattutto che c’è scuola e scuola, insegnante e insegnante, ma almeno in alcuni casi, meno male che c’è la scuola come supporto o alternativa alla famiglia… trovo molto naife più che umano l’atteggiamento di Agosti nei confronti della natura.. mi ricorda molto il mito del buon selvaggio di Rouseeau, forse un pò datato … !!
sacha
31 Dic 2009 at 6:15 pmpiù che gli argomenti in sé, dell’intervista mi ha colpito l’inutilità dei due giornalisti di fronte a un uomo che , giuste o sbagliate che siano, esprime con il cuore le proprie convinzioni…
ma visto che mi inviti a una discussione seria e visto che è il primo commento “serio” su questo sito, raccolgo volentieri l’invito e cercherò di offrirti il mio punto di vista a riguardo.
personalmente non ho letto le parole di agosti come una critica agli insegnanti o all’idea di scuola;
è evidente che lui stesso ha un atteggiamento da “maestro”;
a me sono sembrati evidenti anche il paradosso e la provocazione nel “ringraziare la guerra” per ” non essere andato a scuola”.
nelle parole di agosti ho letto una critica (con diverse sfumature retoriche, beninteso) più vasta nei confronti di un sistema che tradisce le sue premesse e promesse nascondendosi dietro tutta una serie di parole dai significati largamente condivisi ma (secondo la mia modesta opinione, naturalmente) privi di contenuti “fattuali”.
se la parola democrazia, ad esempio, di fatto, diventa il riferimento del mero esercizio al diritto di voto, questa parola non è più sufficiente a coprire l’infinita gamma di proiezioni e ideali che sono alla base della moderna “civiltà occidentale”, e questo credo che sia sotto gli occhi di tutti, in italia oggi;
ugualmente se il diritto allo studio, al miglioramento della propria condizione sociale e spirituale, propri dell’idea di scuola, diventano nella realizzazione fattuale, veicolo di valori arcaici quali dio (vedi l’infinita polemica sul crocifisso), patria, lavoro e soprattutto obbedienza, allora quelle voci che si levano a rimetterne in discussione le basi e le finalità forse andrebbero accolte con entusiasmo, perché, pur essendo legittimo e doveroso rimanere “sul pezzo” per migliorare quello che abbiamo ottenuto dopo secoli di conflitti di classe, ritengo siano necessarie anche nuove teorie sociali e obiettivi chiari da raggiungere.
Ben venga allora il contributo di chi si allontana dal nostro punto di vista.
e se è vero che “forse a cuba non c’è il paradiso, che non vorremmo essere in cina a coltivare il riso” come cantava il vecchio finardi in una canzone che ironizzava sulla naiveté di alcuni miti del comunismo, è vero anche che in alcuni villaggi di paglia e fango nelle foreste del delta del gange, in west bengala, ho visto bimbi crescere con molte meno pressioni e “sensazioni di pericolo”, di quelle a cui abituiamo i nostri figli fin dai primi mesi di vita, e che se il mito del buon selvaggio è datato (nonché frutto della schizofrenia di un uomo incapace di vivere all’altezza del suo pensiero), è vero che il mito su cui si regge la nostra “civiltà”, il porsi come “il migliore dei mo(n)di possibile” era già decrepito nel corpo immaginario del dottor panglosse all’epoca in cui fu scritto il candido.
buon anno
Fiora
6 Gen 2010 at 7:06 pmGrazie della tua risposta,
dalla quale ho capito che:
1) ho risposto velocemente perché mi sono sentita “attaccata” in quanto insegnante e qui do ragione ad Agosti quando dice che dovremmo dismettere la sovrastruttura del “sono in quanto faccio”
2) so molto poco di Agosti e le sue affermazioni sono così “straordinarie” che per la mia innata pragmaticità ho reagito, come i due giornalisti, con scetticismo alla visione di Agosti che, tuttavia, per me rimane utopica…
3) ciò che mi infastidisce del discorso di Agosti è il riferimento alla “comunità” come ad un ente superiore che dovrebbee dispensare, elargire, garantire… qui mi sembra che di nuovo scada nell’idea della repubblica socialista e che, da intellettuale di sinistra, lo faccia senza proporre i mezzi e le soluzioni pratiche e, soprattutto, senza alcuna critica storica… ritengo che oggi più che di una tale idea di comunità ci sia bisogno di parlare dei modi della partecipazione…
4) nella sua distaccata “semplicità” Agosti mi appare superbo e tuttavia non posso non condividere il suo pensiero, il fascino per la sua Kirghisia (ma esiste davvero?), il porre l’uomo al centro.. ma di nuovo per me – che sono, malgrado tutto, un’insegnante! – la questione non è cosa ma .. come fare?
5) ho molto apprezzato il discorso sulla tenerezza… solo per questo varrebbe la pena di vedere questa intervista … “be kind” scrive Harvey Keithel sulla fronte di Kate Winslet nel bellissimo “Holy smoke” … è tutto qui il senso della nostra perduta umanità… (il discorso sulla forzata monogamia alla quale sarebbero sottoposte le donne dalla nostra cultura meriterebbe approfondimenti!!)
6) di maestri c’è bisogno, sempre…
sacha
8 Gen 2010 at 12:39 pmbe kind….
la gentilezza salverà il mondo… mi piace