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21 Mag 2026 - 18:45

Storia della mia colombaia

Giovedì 21 maggio ospiteremo la presentazione di Storia della mia colombaia di Isaac Babel’ a cura di Giovanni Maccari (Quodlibet, 2026).

Insieme al curatore interverrà Matteo Marchesini.
Reading di Rosaria Lo Russo

Così ebbe inizio tredici anni fa quella mia vita stupenda, colma di pensiero e di allegria.
Otto racconti a tema autobiografico, connessi come in un romanzo che va dai sei ai diciott’anni. È l’infanzia e l’adolescenza di Babel’, piccolo ebreo di una famiglia sgangherata, prima a Nikolaev, poi Odessa, poi Kiev. Scritti dopo la Rivoluzione, negli anni Venti e Trenta, quando Babel’ era già famoso per l’Armata a cavallo e i Racconti di Odessa, parlano dei tempi prerivoluzionari, del pogrom di Nikolaev e del 1906, fino al viaggio verso Pietroburgo dove si unirà alla rivoluzione.
Sono testi magistrali, della grande tradizione russa (Gogol’, Čechov) che si innesta su quella ebraica; lo stile è rapido, pieno di immagini sorprendenti, estremamente godibile, fa ridere e orripilare, unendo una sorta di sbruffoneria a un ironico disincanto.
Qui per la prima volta in Italia i racconti sono riuniti e ordinati secondo il progetto di Babel’, che non fu portato a termine per l’arresto e l’esecuzione nel 1940. E. C.

Isaak Babel’ (1894-1940), nato a Odessa da famiglia ebraica, inizia a scrivere attorno al 1916 sotto il patrocinio di Maksim Gor’kij. Nel 1917 si unisce alla rivoluzione e nel 1920 è inviato di guerra, da cui i racconti dell’Armata a cavallo (1926) che gli danno una grande celebrità. Poi i Racconti di Odessa (1931), ambientati tra la malavita della Moldavanka e il quartiere ebraico di Odessa. Peggiorano progressivamente i rapporti col regime, complicati da una crisi creativa che lo espone ad accuse di «sabotaggio» dello Stato socialista. Negli anni Trenta compie alcuni viaggi all’estero, un raro privilegio per gli scrittori sovietici, sia per visitare la moglie emigrata in Francia sia per partecipare al Primo congresso internazionale degli scrittori antifascisti (1935). Segue da osservatore la collettivizzazione delle campagne in Ucraina, da cui intendeva ricavare un romanzo; ma nel 1939 è arrestato con l’accusa di macchinazione trockista e fucilato nel gennaio 1940. Il suo destino è stato a lungo sconosciuto: solo dopo la riabilitazione nel 1954 si è saputo della sua condanna e la data dell’esecuzione.

Incontro ad ingresso libero fino ad esaurimento posti

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