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Istanbul. Passione, Gioia, Furore

two rainbowsWonderland documenta la rabbia, la resistenza e la speranza di un gruppo di ragazzi del quartiere Sulukule ad Istanbul, che negli ultimi sei secoli ha ospitato la comunità Rom. La demolizione di quest’area storica è iniziata nel 2006, come parte di un ampio progetto di rinnovamento urbanistico. Nonostante le promesse dell’Amministrazione per lo Sviluppo Residenziale, gli appartamenti costruiti al posto del quartiere demolito hanno finito soltanto per incrementare disuguaglianza sociale e povertà, aumentando i problemi di accesso alle infrastrutture. Il consueto modo di vivere degli abitanti di Sukulele, basato su tradizioni musicali e danzanti, viene così represso e indirizzato verso un irreversibile declino. Realizzato come un videoclip dal gruppo hip-hop Tahribad ı İsyan, Wonderland documenta come una subcultura, quella dell’hip-hop, possa svilupparsi e vivere pacificamente all’interno di un’altra cultura, quella Rom.

Wonderland è una delle opere in mostra al Museo Maxxi di Roma all’interno dell’esposizione Istanbul. Passione, Gioia, Furore (11 dicembre 2015 – 30 aprile 2016), una mostra straordinaria e opportuna.

Oltre 40 artisti, architetti e creativi raccontano lo sviluppo della città dal punto di vista urbano, artistico, economico, politico, culturale, esplorando i simboli del dissenso.

Dalle violente vicende nate tra i roseti di Piazza Taksim, si passa ad uno sguardo ai cantieri, ai terreni in costruzione e alla conseguente crisi ecologica e sociale, a testimonianza della fase di espansione  e rinnovamento urbano: capitale contro fantasia, privato contro pubblico.

Il furore artistico della Biennale di Istanbul, al suo 30° anniversario, è in linea con quello di un’economia in crescita di cui però non viene taciuto il drammatico corollario legato agli scontri politici, ai conflitti armati, alla minaccia per la pace del mondo.

Il vecchio si scontra col nuovo, il globale con il locale, la storia con la modernità, la libertà con il controllo.

Una mostra carica di tensione, sviluppata in sei capitoli (“A Rose Garden?” , “Ready for a Change?”, “Can we fight back?”, “Should We Work Hard?”, “Home for all” e “Tomorrow, really?”) capaci di proiettare lo spettatore all’interno di una città composta di frammenti vibranti.

 

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