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It gets better

di Matteo Bordone

L’operazione It Gets Better (Poi va meglio) è forse la più a fuoco mai messa in piedi sul tema dei diritti di gay, lesbiche, trans, idre a tre teste arancioni del pianeta Urano. Nasce come reazione all’ondata di suicidi tra gli adolescenti americani di qualche mese fa: sono ragazzi che vengono tormentati a scuola perché sono ricchioni, magnafranze o altro, e finisce che non ce la fanno più e si ammazzano. Allora un opinionista gay che si chiama Savage si è inventato questa formula.

Della gente di qualsiasi orientamento sessuale (soprattutto persone gay/lesbiche e VIP di qualsiasi orientamento) racconta come faccia effettivamente schifo al cazzo essere diversi. Il messaggio è «Fa schifo, si sa, ci siamo passati tutti, ma poi va meglio». E c’è un netto salto di comunicazione in questa linea, rispetto a quella precedentemente in voga, e cioè «Non c’è nessun problema, siamo tutti uguali, questa società è tollerante, siamo bravi siamo buoni, ah!, quanto siamo bravi e buoni». La classica americanata progressista col sorriso a mille denti parlava ai figli dei progressisti che abitano nelle grandi città, che problemi grossi non ne avevano. Finalmente si è capito che per essere ascoltati dovevano accettare l’idea che non fosse tutto meraviglioso o fascista, senza vie di mezzo. Perché sennò quelli che vivevano nei posti considerati fascisti avevano due cose da fare: mandare tutto in culo e trasferirsi a New York San Francisco Los Angeles Chicago, oppure andare a cagare. Ecco.

It Gets Better è ormai un genere. Si può misurare la piangibilità dei filmati, stabilire delle graduatorie, misurare i mestolini. Io per esempio trovo questo tizio molto commovente.

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E funziona tutto, nella massa di filmati. Tipo che anche la superchecca della televisione e della moda dice delle cose sensate, toccanti, vere. C’è poco da alzare sopracciglia.

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C’è anche quel figone del Presidente Obama. Che la fa un po’ lunga, va detto. Ma è il Presidente degli Stati Uniti che dice ai ragazzini gay che, tra loro e Jim della squadra di football, il Presidente è dalla loro parte, non da quella dello stronzo Jim. Non è poco.

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A suo modo, quel caposquadra della squadra di bocce del circolo del Vicepresidente funziona. E poi cita la moglie di FDR. E dà degli sfigati ai bulli. E si sente fratello della recchianation perché balbettava e lo prendevano per il culo.

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Ormai “It Gets Better” è di moda. E questo è un bene. La moda e la militanza politico-sociale sono un binomio necessario. Se non si vogliono fare le grandi campagne per noi tre colti, informati e narcisi, alla maniera dei Radicali, si deve mettere in piedi un circolo virtuoso, studiato perché pochi elementi forti attraggano tutti. Qui non c’è mai politica, si parte sempre dal personale, ci si rivolge ai ragazzini. Fine.

E così succede che le grandi aziende mettono fanno un video dove gli omosessuali che ci lavorano raccontano quanto è stato difficile per loro, come ce l’hanno fatta eccetera. E le aziende che non lo fanno sono aziende fascistelle e sfigate. Si puliscono l’immagine, direte voi. Sì, certo. Funziona così. Il sacrificio lo si lascia nei libri di favole del Medio Oriente. Prendere per il culo i compagni diversi non si fa. Non si fa perché è da sfigati. Se poi nel profondo i bulli vogliono capire che è sbagliato, e fare una riflessione profonda sul tema, liberi di farlo. Ma il fulcro è nelle azioni, non nelle intenzioni. I razzisti hanno una vita per cambiare idea, ma un secondo per smettere di usare l’espressione “negro di merda”. E il diorama del mondo perfetto, dove tutti nel profondo amano tutti e dicono quello che pensano dal profondo del cuore, può aspettare.

Soprattutto, quelli che sono lì che si struggono disperati vedono i video e non si sentono delle specie di mostri sfigati e destinati al tormento eterno. Ecco il video di Electronic Arts, per dire. Che uno dice i nerd. Eh. I nerd.

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Per finire, Pixar.

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Secondo me andrebbe fatto anche da noi.

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