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resa incondizionata

piovono rane

Da tre giorni leggo compulsivamente le cronache, le interviste, le rettifiche e le precisazioni sul cosiddetto “inciucio” – o “dialogo” o “confronto” che dir si voglia – accanendomi in particolare sul Riformista che ne è l’organo ufficiale.

Ora, spiega Wikipedia che per inciucio s’intende «un accordo informale fra forze politiche di ideologie contrapposte che mette in atto un do ut des».

Bene. Ma in questo caso io non ho capito dove sta il do ut des, anzi per la precisione dove sta il des.

Detta altrimenti: che cosa dovrebbe avere, in cambio, l’opposizione?

La risposta, anche a leggere compulsivamente il Riformista, è: niente.

Ottenuto il “legittimo impedimento” che lo salverebbe, il Cavaliere infatti potrebbe continuare a fare il premier fino al 2013, a tenersi Mediaset e il resto, a mandare in strada i militari e le ronde, a far rientrare i capitali della mafia con lo scudo, a tagliare la scuola pubblica, a mettere il guinzaglio alla Rete e pure a darci dei coglioni aggiungendo però che l’amore vince sempre.

Ora, per carità, lontano da me ogni massimalismo che è Natale, ma cacchio, se proprio il Pd vuole fare un inciucio non potrebbe almeno chiedere qualcosa in cambio?

No, perché al momento ha ragione D’Alema: questo non è un inciucio. Anche Wikipedia gli da un altro nome.

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