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Stupidi si nasce o si diventa?

MantovaniStupidi si nasce o si diventa

Il compendio di stupidologia di Ferrando Mantovani.

“Tutti sopportano e esultano se giudicati malfattori, ma nessuno tollera di essere considerato stupido. Tanto più se lo è”.

Sul tema della stupidità si ricordano precedenti in letteratura, in autorevoli riflessioni e interpretazioni. Se ne sono occupati da Euripide a Kant, Socrate, Platone, Aristotele, Erasmo da Rotterdam … passando per Robert Musil, Calvino, Montesquieu, Rousseau, Bentham, fino a Carlo Maria Cipolla.

Ferrando Mantovani, professore emerito di diritto penale nell’Università di Firenze, autore di monografie, di manuali e di articoli di diritto penale e criminologia, ha pubblicato il suo primo volume in materia, molto corposo, perché “scritto in un mese, ma meditato una vita”, edito da ETS (Pisa, 2015, 369 pg.).

Il suo intento dichiarato è quello di avviare un’analisi della storia umana in chiave di stupidità. Tra il serio e il faceto. “D’altro canto, ogni viaggio attraverso la stupidità ha sempre qualcosa di autobiografico”. Con l’ambizione di approdare ad un’analisi scientifica della stupidologia, scienza che scandaglia, in tutti i suoi aspetti, l’essere umano stupido.

La matrice di docente di diritto penale è perfettamente precipitata nelle pagine del volume: Mantovani disseziona l’argomento stupidità come ha fatto per una vita intera parlando di reato nei suoi volumi: prima la parte generale, poi quella speciale, con due distinti caratteri di stampa a contraddistinguere il fondamentale dal complementare.

Definizione – “Stupidità è assenza di intelligenza, stupido essendo tutto ciò che intelligente non è. Ed intelligenza è la capacità non soltanto di risolvere – come si dice – i problemi. Ma, ancor prima, di non crearli, minimizzarli, semplificarli. Di cogliere le correlazioni tra causa ed effetto e di agire di conseguenza, astenendosi da ogni azione dagli effetti stupidi. Ergo, stupidità è la capacità di non risolvere i problemi. Ma anzi di crearli, esasperarli, complicarli: di risolvere un problema creandone due. Di non cogliere le correlazioni tra causa ed effetto e di agire, di conseguenza, stupidamente. E, tra più soluzioni lungamente ponderate, di optare per la peggiore. Non per la costruttiva, ma per la distruttiva che porta al nulla”.

Cause – tra cui l’analisi di indirizzi psichiatrici, psicoanalitici e psicosociali.

Classificazioni – stupidità politica, televisiva, intellettuale e classificazioni residue (stupidità sindacale, burocratica, sportiva, del look e del lifting..).

Un volume che presente vari picchi di brillantezza: in punto di indirizzi psichici e psicotici, in materia di stupidità aggressiva stradale, stupidità aggressiva sportiva e venatoria, stupidità aggressiva sessuale, stupidità e cultura filoalcolica, stupidità e cultura della droga.

Ma forse manchevole e imperfetto per il limite di considerare la stupidità solo nel suo aspetto negativo.

Dato il mio cognome, cito da i Pensieri spettinati di Stanisław Jerzy Lec :“Le stupidaggini di una data epoca per la scienza delle epoche successive sono importanti quanto le sue saggezze”.

Così – pare – progredisca il genere umano.

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