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19 Mag 2016

Presentazione di “The third island” a cura di Antonio Ottomanelli e Anna Vasta

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Giovedì 19 maggio ore 18, presso la Libreria Brac, Via de’ Vagellai 18 r, Firenze, si svolgerà la presentazione del libro The Third Island. Insieme ad Antonio Ottomanelli e Anna Vasta, curatori ed editori del volume, interverrà Tommaso Sacchi (Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze).

Il libro: The Third Island nasce da una indagine di fotografia documentaria presentata per la prima volta all’interno della sezione centrale Monditalia XIV Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di Venezia. La ricerca che ha portato alla pubblicazione di The Third Island è stata realizzata in occasione  del 50° anniversario dall’avvio dei lavori di costruzione della Salerno-Reggio Calabria, e del 20° anniversario dall’apertura del porto di Gioia Tauro. Il titolo fa riferimento al nome (la Terza Isola)  che veniva dato alla Calabria prima della costruzione dell’A3.

La campagna fotografica è stata condotta da 11 fotografi e fotografe accompagnati nel loro lavoro da giornalisti, attivisti, imprenditori locali, durante un anno si sono alternati, percorrendo il territorio calabrese raccogliendo testimonianze, storie e paesaggi. Il volume raccoglie i complessi esiti di questa indagine visiva, per restituire un ritratto nuovo e sensibile del territorio calabrese, a partire da tutto ciò che è nato attorno alle Grandi Opere e che l’immaginario corrente della cronaca giornalistica spesso non ci restituisce.
Il libro è accompagnato da contributi di ricercatori, studiosi, architetti e giornalisti che hanno dato forma a questo racconto inedito: si tratta di brevi segmenti tematici rispondenti alla varietà degli elementi emersi durante la ricerca in ambito antropologico, geografico, architettonico, politico e paesaggistico.

Il volume è completato da un breve dizionario analogico del termine Grande Opera, composto da undici saggi redatti da altrettanti studiosi e professionisti; scelti per la reciprocità della loro ricerca rispetto al tema indagato, nonché per l’eccezionalità dei traguardi da loro fissati in ambito internazionale.

Il libro è il primo pubblicato nella collana OIGO- Osservatorio Internazionale Grandi Opere della neonata casa editrice Planar Books di Bari.

Osservatorio Internazionale Grandi Opere si propone di analizzare, attraverso gli strumenti dell’arte visiva e della ricerca scientifica, il significato materiale e immateriale, fisico e culturale delle Grandi Opere tentando una revisione dello sguardo e della convinzione comune e triviale del termine. OIGO attraversa ogni anno una diversa regione d’Italia, che presenta particolari fenomeni di trasformazione del paesaggio.

Fotografie: 

Andrea Botto, Gaia Cambiaggi, Martin Errichiello e Filippo Menichetti (PanAut Collective), Marco Introini, Allegra Martin, Maurizio Montagna, Antonio Ottomanelli, Armando Perna, Filippo Romano, Marcello Ruvidotti, Francesco Stelitano e Giulia Ticozzi.

con il contributo di 
Olivo Barbieri

I curatori: 

Antonio Ottomanelli Nato a Bari nel 1982, Antonio Ottomanelli studia Architettura a Milano e Lisbona. La sua formazione lo porta a interessarsi alla fotografia come strumento per indagare il territorio, non tanto nei suoi aspetti paesaggistici o urbanistici, ma come indicatore delle dinamiche sociali e delle tensioni geopolitiche nelle aree di conflitto. Il suo lavoro è stato presentato nell’ambito di numerosi festival e istituzioni internazionali a Berlino, Arles, San Paolo, Dallas, Holon e Amman. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2013 la sua prima personale, Collateral Landscape è stata organizzata dalla Triennale di Milano, a cura di Joseph Grima. Ha partecipato alla XIV Mostra Internazionale di Architettura di Venezia e alla prima Biennale del Design di Istanbul. É curatore del volume The Third Island, pubblicato nel 2015 da Planar Books. A gennaio 2016, è stata presentata a Camera Torino – centro italiano per la fotografia la sua personale Kabul + Baghdad curata da Francesco Zanot. L’esposizione inaugura un ciclo di mostre dedicate ai giovani talenti italiani.

Anna Vasta, laureata in Storia dell’arte all’Università degli Studi Firenze, con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea; si è poi diplomata alla Scuola di Specializzazione dell’Università di Siena con una tesi in storia della fotografia. Ha lavorato presso l’archivio fotografico del Corriere della Sera a Milano, collaborando a diversi progetti in collaborazione con Spazio Forma. Dal 2008 al 2013 entra a far parte di Connecting Cultures occupandosi della curatela e dell’organizzazione di progetti quali Imagining Parco Sud, FuoriLuogo|OutOfPlace, Milano e Oltre. Dal 2012 collabora con Ex-Voto (Milano) con cui ha lavorato a diversi progetti fra cui la rete Non Riservato. Dal 2013 collabora come freelance per Fondazione Fotografia Modena di cui segue progetti esterni, bandi e fundraising.

Executive director e fondatore di PLANAR.

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