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01 Apr 2016

Brac’s art on table – Gaetano De Crecchio

1aE’ dedicata alla fotografia la “mostra orizzontale” della Libreria Brac per l’aprile 2016.

Per questa occasione saranno esposte le “polaroid”  di Gaetano De Crecchio, fotografo abruzzese, con all’ attivo un volume d’artista sulle ferrovie abbandonate della sua regione.

Le opere esposte sui tavoli della libreria Brac fanno parte di due distinti progetti: Malanocte e Insight., entrambi carichi di valenze mitologiche, simboliche e di narrazioni “archetipiche” junghiane.

 

Malanocte è un viaggio all’insegna del surreale e dell’onirico, guidati per mano da Chronos, Mnemosine, Thanatos, Eris ed Era. Un viaggio attraverso passato, presente e futuro, nel quale i piani temporali si intrecciano e mescolano. MALANOCTE è un dialogo tra ciò che è stato, ciò che è e ciò che vorremo che sia. L’abbandono fa da padrone, da scenografia. L’incuria, la dimenticanza, l’oblio sono il punto di partenza per una rilettura, per un’analisi ed una riscrittura della realtà che ci circonda. I personaggi che appaiono, come fantasmi, sono gli interlocutori di coloro che osservano, rappresentano il ponte tra il passato ed il presente, tra chi guarda e chi è osservato. Ognuno ha una storia da raccontare, ognuno ha da dire qualcosa a chi incrocia il proprio sguardo con il loro. A chi hanno di fronte chiedono solo di ascoltare, o meglio ancora di ascoltarsi, di farsi delle domande e sforzarsi di darsi delle risposte. Ad ogni interlocutore racconteranno una storia diversa a seconda della domanda che verrà posta loro.

Insight è un inno alla Creatività e al Pensiero laterale, all’Inconscio creativo e all’Archetipo del Maestro Carl Gustav Jung, al Pensiero divergente e quello convergente di Max Wertheimer, al concetto di Illuminazione di Henri Poincaré, all’idea di Creatività Integrata di Abraham Maslow, all’Uomo creativo di Erich Neumann.

Racconta del nostro tempo nel quale l’atto creativo “vero e profondo” soccombe sotto i colpi del qualunquismo, della mediocrità e dell’indifferenza.

Insight è una visione interna, un’intuizione che diviene progetto fotografico simbolico/concettuale nel quale tutto ha un senso e dove il processo creativo parte da lontano, dalla creazione materiale stessa dei simboli/personaggi messi in scena (tutti i “modelli” ritratti sono stati realizzati a mano tagliando, riposizionando e personalizzando). Questo perché si ha la consapevolezza per cui tecnica e processo, ideazione e realizzazione hanno la stessa importanza dell’opera finita, sono parte integrante di quest’ultima: metafora della vita, in cui il percorso e l’obiettivo hanno la medesima importanza.

Il progetto fotografico è realizzato con pellicole Instax Wide manipolate. La scelta della manipolazione non è casuale ma funzionale alla logica del lavoro. Le cornici dorate realizzate graffiando il supporto dall’interno infatti, sono il segno tangibile dell’intervento dell’autore su di esse, ad ognuna il suo, ad ognuna la propria unicità. Quest’ultima sotto forma di graffi dorati incornicia, risalta e protegge se stessa.

Gaetano de Crecchio, classe 1978, è Etnografo Visivo, Fotografo ma soprattutto Sperimentatore. Realizza Taccuini di Viaggio e Libri d’Artista completamente fatti a mano nell’ottica di una innovazione linguistico-narrativo-visuale. Ad oggi fotograficamente lavora in particolar modo con Pellicole Istantanee (Impossible, Fuji, Zink) che gli danno la possibilità, con tecniche specifiche, di manipolare le immagini e renderle uniche. Negli ultimi anni di sperimentazione ha messo a punto diverse tecniche alternative di stampa fotografica, prima tra tutte la “Fotografia Fiscale” su carta scontrino.

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