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Brac’s art on table – Danilo Giungato

Ad illustrare il secondo appuntamento della stagione di Brac’s Art on Table, la mostra orizzontale della libreria Brac, saranno gli scatti di Danilo Giungato, classe 1985 freelance per l’agenzia Sottopalco.

Dedicate agli attraversamenti pedonali, le 30 immagini scelte per la mostra della libreria Brac, sono un’inesauribile galleria di vite e di modi di esserci  e di muoversi in luoghi che, lontano dal costituire un contesto o qualcosa di esterno, sono spazi d’azione e di scelta personale, tutti interiori, soggettivi, più veri e autentici del reale.

Attraverso

Danilo Giungato

Esistono fotografie che restituiscono la realtà, ritraggono il mondo come finestre che inquadrano una porzione di materialità. Ci sono poi foto che parlano di chi le ha scattate e che mostrano una dimensione potenzialmente oggettiva in chiave soggettiva, quasi fossero specchi. In questi casi noi vediamo la rappresentazione attraverso lo sguardo del fotografo, che sovrappone a ciò che ha di fronte il suo modo di leggere e fermare lo scorrere delle cose.

Indubbiamente è facile e divertente, giocare a scoprire i luoghi che fanno da sfondo agli attraversamenti di Danilo Giungato, ma purché lo si faccia con la consapevolezza che si tratta, lo ripetiamo, di un gioco e di un approccio che non va oltre la superficie – che non attraversa, appunto, l’immagine. Chi si perde a cercare d’indovinare i contesti però tralascia i due aspetti che fanno di Attraverso un insieme estremamente coerente e personalissimo di pura visione.

L’umanità che abita le fotografie di Giungato è piena di vita: sono personaggi tondi, che attraverso la gestualità, gli sguardi, le pose e i movimenti diventano eloquenti. Su alcuni di essi – si veda il bambino per mano alla madre, o la signora con i capelli bianchi e gli occhiali scesi sul naso – è come se il suo obiettivo diventasse uno strumento di radiografia, ma sempre con discrezione, mettendo in atto una sensibilissima immersione psicologica. Quello che più colpisce è che, anche delle figure di cui non mostra il volto, riesca sempre a trasmettere sensazioni, emozioni, stati d’animo. Perfino le figure ferme e di spalle si svelano.

La forma è il secondo elemento chiave di comprensione: bipolarità, modularità e movimento. Un sistema duale caratterizza tutti gli scatti della serie: non esiste un unico centro, ma una relazione geometrica, tutta mentale, che compone gli elementi nello spazio. Uno spazio che oltrepassa i confini della rappresentazione, capace di suggerire, nel taglio, che tutto scorre e si estende dinamicamente al di là della foto.

C’è chi è fermo, chi cammina a passo spedito, chi segue la strada tracciata e chi si muove fuori dagli schemi, chi è libero e chi si trascina dietro il suo bagaglio, chi procede da solo e chi condivide la sua strada con altri: un’inesauribile galleria di vite e di modi di esserci  e di muoversi in luoghi che, lontano dal costituire un contesto o qualcosa di esterno, sono spazi d’azione e di scelta personale, tutti interiori, soggettivi, più veri e autentici del reale.

(Tiziana Tommei)

L’autore: classe 1985, Danilo Giungato nasce e cresce in Puglia, a Lesina (Fg).

La fotografia lo incuriosisce sin da bambino e diventa per lui,  negli anni, un mezzo di ricerca e un filtro del reale. Inoltre, sviluppa un forte interesse per la musica e suona in varie band, tra cui, le ultime, gli  Amouth e i Temperature.

Si trasferisce ad Arezzo, dove frequenta il corso di Laurea in Musica e Spettacolo, dedicandosi parallelamente alle sue due principali passioni: la musica e la fotografia.

Attualmente porta avanti la propria ricerca fotografica personale parallelamente al lavoro di fotografo, realizzando servizi su commissione collaborando con la webzine Rockol.it e l’agenzia fotografica Sottopalco.

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