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	<title>libreria brac &#187; libri</title>
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	<description>libreria di arte contemporanea, caffé e cucina</description>
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		<title>Sabato 4 febbraio_h. 18_presentazione di &#8220;Visioni del vuoto: Varese&#8221; di Debora Barnaba_Ed. Arterigere</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 21:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si apre sabato 4 febbraio presso la Libreria Brac (Via dei Vagellai 18r) a Firenze la Quarta Edizione della Rassegna “Scritture di Luce”, appuntamenti con gli autori e i fotografi, organizzata dall’Associazione Culturale Deaphoto (www.deaphoto.it) in collaborazione quest’anno con le Case Editrici Arterigere, Postcart e Contrasto. A presentare autori e fotografi, Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida curatori del Progetto.
Gli appuntamenti si ripeteranno per tutti i sabati del mese di febbraio sempre alle ore 18.
Si inizia il 4 febbraio con Debora Barnaba che parlerà del suo libro &#8220;Visioni del vuoto: Varese&#8221; (Arterigere). A ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2012/02/barn2.jpeg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3192" title="barn"><img class="alignleft size-full wp-image-3199" title="barn" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2012/02/barn2.jpeg" alt="" width="88" height="88" /></a>Si apre sabato 4 febbraio presso la Libreria Brac (Via dei Vagellai 18r) a Firenze la Quarta Edizione della Rassegna “Scritture di Luce”, appuntamenti con gli autori e i fotografi, organizzata dall’Associazione Culturale Deaphoto (<a  href="http://www.deaphoto.it/">www.deaphoto.it</a>) in collaborazione quest’anno con le Case Editrici Arterigere, Postcart e Contrasto. A presentare autori e fotografi, Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida curatori del Progetto.<br />
Gli appuntamenti si ripeteranno per tutti i sabati del mese di febbraio sempre alle ore 18.<br />
Si inizia il <strong>4 febbraio</strong> con Debora Barnaba che parlerà del suo libro &#8220;Visioni del vuoto: Varese&#8221; (Arterigere). A seguire, l’<strong>11 Febbraio</strong>, Emiliano Mancuso, che presenterà il suo recente volume &#8220;Stato d’Italia&#8221; (Postcart) e il <strong>18 febbraio</strong> Denis Curti con &#8220;Collezionare fotografia&#8221;(Contrasto) scritto in collaborazione con Sara Dolfi Agostini. Chiude la Rassegna il <strong>25 febbraio</strong>, Isabella Pedicini con il suo libro dedicato al periodo romano di Francesca Woodman (Contrasto).<br />
<strong><br />
</strong></p>
<p>Sabato 4 febbraio incontro con DEBORA BARNABA “Visioni del Vuoto: Varese”_Ed. Arterigere<br />
Interviene Sandro Iovine  Direttore de “Il Fotografo”.</p>
<p>“La città che ritrae Barnaba non è la Varese di tutti, non è quella del visitatore e nemmeno di chi la abita e la percorre abitualmente, ma un punto di vista del tutto soggettivo. Ha una dimensione intimistica, racconta la malinconia, la solitudine, sentimenti normali fatti di contraddizioni, gioie, amori, luoghi carichi di significati, di fantasmi personali, tristezze che appartengono all&#8217;artista ma anche a tutti quelli che hanno la volontà di osservare le immagini che ci consegna”. (Riccardo Crespi)</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Martedì 10 gennaio h_18.00 “SCRIPTA, l’arte a parole” ciclo di presentazioni con autori e curatori di edizioni sulla critica d’arte contemporanea a cura di Pietro Gaglianò</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 10 gennaio alle ore 18.00, presso la Libreria Brac di Firenze, tornano gli appuntamenti di Scripta, la rassegna dedicata alla critica d’arte a cura di Pietro Gaglianò. Il 2012 si apre con Costruttori di Babele, libro curato da Gabriele Mina e edito da Eleuthera, una ricerca sui luoghi «al margine» per delineare una geografia anarchica animata da misconosciuti autodidatti che hanno consacrato decenni della loro vita a un&#8217;opera totale.
Il libro:  Un ferroviere ligure che da cinquant&#8217;anni costruisce uno smisurato presepe fatto con materiali di recupero. Un muratore messinese che trasforma la sua baracca in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-weight: normal;"><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2012/01/casa-mina.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3169" title="casa mina"><img class="alignleft size-medium wp-image-3171" title="casa mina" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2012/01/casa-mina-271x300.jpg" alt="" width="271" height="300" /></a>Martedì 10 gennaio alle ore 18.00, presso la Libreria Brac di Firenze, tornano gli appuntamenti di</span><em> </em></strong>Scripta, la rassegna dedicata alla critica d’arte a cura di Pietro Gaglianò. Il 2012 si apre con Costruttori di Babele, libro curato da Gabriele Mina e edito da Eleuthera, una ricerca sui luoghi «al margine» per delineare una geografia anarchica animata da misconosciuti autodidatti che hanno consacrato decenni della loro vita a un&#8217;opera totale.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il libro</span>:  Un ferroviere ligure che da cinquant&#8217;anni costruisce uno smisurato presepe fatto con materiali di recupero. Un muratore messinese che trasforma la sua baracca in una casa dei sogni tra mosaici ed elefanti di cemento. Un contadino sardo che modella una donna di quindici metri fatta di colla e reti da pollaio… Sono questi i «costruttori di Babele»: artisti irregolari che hanno realizzato – fuori o ai confini dell&#8217;ufficialità e del mercato dell&#8217;arte – un proprio universo immaginario. Storie affascinanti e inconsuete di «immaginazione abusiva» affidate a differenti ricercatori che si misurano sul racconto delle loro imprese, sul paesaggio in cui nascono, sul destino di quei fragili universi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gli autori:</span> <strong>Gabriele Mina</strong>, insegnante e ricercatore in antropologia, vive a Savona. Si è occupato, attraverso pubblicazioni e progetti multimediali, dei rituali del tarantismo mediterraneo, della storia del corpo e della rappresentazione del diverso, dell&#8217;arte irregolare. Ha pubblicato, fra gli altri saggi, <em>Giovanni Marro &#8211; Francesco Toris, Ossessioni. Un antropologo e un artista nel manicomio di Collegno</em> (Besa 2009) ed <em>Elephant Man. L&#8217;eroe della diversità</em> (Le Mani 2010).</p>
<p>Il volume comprende i saggi di: <strong>Cristina Calicelli</strong> (esperta di arti irregolari, si è occupata in particolare degli atelier creativi presenti nelle strutture psichiatriche); <strong>Luisa Del Giudice</strong> (antropologa e studiosa del folklore presso la University of California, dirige l&#8217;Italian Oral History Institute di Los Angeles); <strong>Eva Di Stefano </strong>(docente di Storia dell&#8217;arte contemporanea presso l&#8217;Università di Palermo, dirige l&#8217;Osservatorio Outsider Art); <strong>Bruno Montpied</strong> (massimo esperto dei luoghi e delle espressioni &#8220;fuori norma&#8221; in Francia, ha approfondito i rapporti fra arte marginale e situazionismo); <strong>Daniela Rosi</strong> (coordina il centro Outsider Art per l&#8217;Accademia di Belle Arti di Verona); <strong>Bianca Tosatti</strong> (storica dell&#8217;arte, è fra i pionieri dello studio dell&#8217;arte irregolare, di cui è considerata a livello internazionale uno dei massimi esperti); <strong>Roberta Trapani </strong>(membro fondatore del Collettivo di riflessione attorno all&#8217;Art Brut, si occupa di spazi visionari contemporanei).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Scripta</em></strong> è un programma di appuntamenti, con cadenza mensile, da settembre a maggio, sull’editoria dedicata alla critica e all’analisi dei linguaggi artistici: quelle parole che, di là dal visibile, dalle mostre e dalle biennali, compongono il pensiero contemporaneo.<span style="text-decoration: underline;"> </span><strong><em>Scripta</em></strong> propone libri in cui le parole alimentano il dibattito, e non si limitano a descrivere o commentare quanto già presente al pubblico; la selezione dei titoli, infatti, per lo più non comprende cataloghi di mostre o monografie, ma prevede in prevalenza saggi, volumi tematici, importanti traduzioni di autori stranieri, raccolte di interviste e approfondimenti: una porzione di industria libraria meno in vista, rivolta più all’approfondimento che alla facile divulgazione, faticosamente e coraggiosamente promossa da case editrici secondo le quali <span style="text-decoration: underline;">i  libri non sono eventi</span>.</p>
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		<title>All&#8217;anno prossimo, quindi.</title>
		<link>http://www.libreriabrac.net/brac/blog/2011/allanno-prossimo-quindi/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 23:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si informa la gentile clientela, gli amici e chiunque possa essere interessato, che la Brac rimarrà chiusa dal 25 dicembra 2011 al 1 gennaio 2012.
Si riapre il 2 gennaio 2012, in sintesi.
Auguri e buone vacanze a tutti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/12/happ.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3162" title="happ"><img class="alignleft size-medium wp-image-3163" title="happ" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/12/happ-239x300.jpg" alt="" width="239" height="300" /></a>Si informa la gentile clientela, gli amici e chiunque possa essere interessato, che la Brac rimarrà chiusa dal 25 dicembra 2011 al 1 gennaio 2012.</p>
<p>Si riapre il 2 gennaio 2012, in sintesi.</p>
<p>Auguri e buone vacanze a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venerdì 16 dicembre h_18.00 “SCRIPTA, l’arte a parole” ciclo di presentazioni con autori e curatori di edizioni sulla critica d’arte contemporanea a cura di Pietro Gaglianò</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 15:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protagonista del quarto appuntamento di SCRIPTA Elio Grazioli con “Inventario perpetuo&#8221; di Rosalind Krauss. Ed. Bruno Mondadori
Interverranno Elio Grazioli e il curatore della rassegna.
Il libro: Il lavoro del critico d’arte è, secondo Rosalind Krauss, un inventario che va in perpetuo riscritto, ora attualizzando idee e interpretazioni alla luce delle strade che via via l’arte contemporanea imbocca, ora aggiornando il significato delle opere di cui si tratta.In questi saggi, sparsi lungo tre decenni di studio e di militanza e accolti dall’autrice in rubriche dai titoli significativi (La condizione postmediale, Medium, Critica d’arte, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/12/inventario-perp.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3158" title="inventario perp"><img class="alignleft size-full wp-image-3160" title="inventario perp" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/12/inventario-perp.jpg" alt="" width="150" height="196" /></a>Protagonista del quarto appuntamento di SCRIPTA Elio Grazioli con “Inventario perpetuo&#8221; di Rosalind Krauss. Ed. Bruno Mondadori<br />
Interverranno Elio Grazioli e il curatore della rassegna.</p>
<p>Il libro: <span style="font-family: Candara, LuzSans-Book, sans-serif; font-size: small;">Il lavoro del critico d’arte è, secondo Rosalind Krauss, un inventario che va in perpetuo riscritto, ora attualizzando idee e interpretazioni alla luce delle strade che via via l’arte contemporanea imbocca, ora aggiornando il significato delle opere di cui si tratta.In questi saggi, sparsi lungo tre decenni di studio e di militanza e accolti dall’autrice in rubriche dai titoli significativi (La condizione postmediale, Medium, Critica d’arte, Apostata, Informe, Il soggetto del segno), Rosalind Krauss ricostruisce il proprio percorso di critica d’arte e ripensa in particolare quella che lei stessa ha definito “condizione postmediale”, l’abbandono cioè da parte dell’arte contemporanea della centralità modernista del medium. Così come per Jean-François Lyotard la condizione postmoderna è nata dalla fine dei “grandi racconti”, per la Krauss la condizione postmediale è un ulteriore addio all’idea di coerenza. Il grande racconto dell’arte contemporanea è finito quando l’Arte concettuale e altri movimenti artistici hanno rinunciato alla specificità del medium, giustapponendo immagine e testo nella stessa opera. Secondo questa lettura, i momenti e i temi della fine del modernismo – Cubismo, Surrealismo, Minimal Art, Arte concettuale, Strutturalismo, la linea, il monocromo, l’“oggetto specifico”, il video – illuminano per contrasto il lavoro degli artisti che cercano di reinventare il medium attraverso l’uso di «strani nuovi apparati», spesso presi a prestito dalla cultura commerciale, e che sono i protagonisti di questo libro: Ed Ruscha, Christian Marclay, William Kentridge, James Coleman.</span></p>
<p>Rosalind Krauss: <span style="font-family: Candara, LuzSans-Book, sans-serif; font-size: small;">è professore alla Columbia University di New York. Tra le sue opere: The Originality of the Avant-Garde and Other Modernist Myths (The MIT Press, Cambridge Mass. 1985); Celibi (Codice, Torino 2004); eL&#8217;arte nell&#8217;era postmediale (Postmedia Books, Milano 2005). Per Bruno Mondadori sono state tradotte Teoria e storia della fotografia (1996); Passaggi. Storia della scultura da Rodin alla Land Art (1998); L’informe (con Yve-Alain Bois, 2003); Reinventare il medium. Cinque saggi sull’arte d’oggi(2005) e L’inconscio ottico (2008)</span></p>
<p><span style="font-family: Candara, LuzSans-Book, sans-serif; font-size: small;">Elio Grazioli: </span><span style="font-family: Candara, LuzSans-Book, sans-serif; font-size: small;">insegna Storia dell’arte contemporanea e Teoria e storia della fotografia all’Università degli Studi di Bergamo e Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Bergamo. Dirige con Marco Belpoliti il semestrale monografico “Riga”. Ha curato per la Bruno Mondadori i volumi di Rosalind Krauss: Teoria e storia della fotografia (1996); Passaggi. Storia della scultura da Rodin alla Land Art (1998), L’informe. Istruzioni per l’uso(2003), L’inconscio ottico (2008). Presso lo stesso editore ha pubblicato Corpo e figura umana nella fotografia (1998),Arte e pubblicità (2001), La polvere nell’arte (2004) e Ugo Mulas (2010).</span></p>
<p>Scripta è un programma di appuntamenti, con cadenza mensile, da settembre a maggio, sull’editoria dedicata alla critica e all’analisi dei linguaggi artistici: quelle parole che, di là dal visibile, dalle mostre e dalle biennali, compongono il pensiero contemporaneo.</p>
<p>Scripta propone libri in cui le parole alimentano il dibattito, e non si limitano a descrivere o commentare quanto già presente al pubblico; la selezione dei titoli, infatti, per lo più non comprende cataloghi di mostre o monografie, ma prevede in prevalenza saggi, volumi tematici, importanti traduzioni di autori stranieri, raccolte di interviste e approfondimenti: una porzione di industria libraria meno in vista, rivolta più all’approfondimento che alla facile divulgazione, faticosamente e coraggiosamente promossa da case editrici secondo le quali <span style="text-decoration: underline;">i libri non sono eventi</span>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mercoledì 7 dicembre_h. 18_presentazione del volume &#8220;Firenze. La fabbrica dei segni&#8221; di Giandomenico Semeraro_Ed. Accademia dell&#8217;Iris</title>
		<link>http://www.libreriabrac.net/brac/uncategorized/2011/mercoledi-7-dicembre_h-18_presentazione-del-volume-firenze-la-fabbrica-dei-segni-di-giandomenico-semeraro_ed-accademia-delliris/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 16:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 7 dicembre alle ore 18 Giandomenico Semeraro presenterà il suo nuovo libro &#8220;Firenze. La Fabbrica dei segni&#8220;.
Interverrà Daria Filardo, curatrice e docente presso S.A.C.I.
Il Libro: L’arte contemporanea trova albergo a Firenze?
In sé sarebbe semplice dare una risposta, basta tracciare una x sul sì o sul no, eppure il quesito è tuttora irrisolto, per quanto il no si mantenga come un costante sottofondo, un mugugno accorato che qualche ragion d’essere senza dubbio ce l’ha.
 Ma le cose stanno veramente solo così? E poi: si può trovare soluzione a questo rebus? ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/12/fabbrica-segni.jpeg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3152" title="fabbrica segni"><img class="alignleft size-full wp-image-3153" title="fabbrica segni" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/12/fabbrica-segni.jpeg" alt="" width="144" height="208" /></a><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Mercoledì 7 dicembre alle ore 18 </span></span></span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Giandomenico Semeraro </span></span></strong></span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>presenterà il suo nuovo libro &#8220;</span></span></span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Firenze. La Fabbrica dei segni</span></span></strong></span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>&#8220;</span></span></span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>.<br />
Interverrà </span></span></span></span></span><em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Daria Filardo</span></span></span></span></span></em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>, curatrice e docente presso S.A.C.I.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: x-small; color: #333333;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Il Libro: L’arte contemporanea trova albergo a Firenze?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>In sé sarebbe semplice dare una risposta, basta tracciare una x sul sì o sul no, eppure il quesito è tuttora irrisolto, per quanto il no si mantenga come un costante sottofondo, un mugugno accorato che qualche ragion d’essere senza dubbio ce l’ha.</span></span></span></span></span><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span><br />
</span></span> <span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Ma le cose stanno veramente solo così? E poi: si può trovare soluzione a questo rebus? </span></span></span></span></span><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span><br />
</span></span> <span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Attraverso una lettura insolita e muovendo dal fatto che Firenze è attraversata da un fiume, questo libro ci mostra una realtà dell’arte differente dal luogo comune, magari imprevista, sicuramente ricca.</span></span></span></span></span><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span><br />
</span></span> <span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Semeraro esplora una Firenze dove l’arte contemporanea è ben viva nel tessuto della città.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span>Giandomenico Semeraro (Firenze, 1959) è docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Per Barbès Editore ha pubblicato “Parola d’Artista” (2009) e per Accademia dell’Iris ha pubblicato “Diari d’arte” (2011).</span></span></span></span></span></p>
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		<title>Martedì 22 novembre h.18.00 presentazione del volume &#8220;La seconda persona&#8221; di Demetrio Paolin_Ed.Transeuropa</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 17:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 22 novembre alle ore 18.00 alla Libreria Brac, Via de’ Vagellai 18r Firenze, Demetrio Paolin presenta il suo nuovo libro “La seconda persona” edito dalla casa editrice toscana Transeuropa nella collana Inaudita.
A parlarne insieme a lui ci saranno lo scrittore Vanni Santoni e l’editore Giulio Milani, che illustrerà il progetto “Inaudita”, una serie di pubblicazioni con allegati musicali e audiovisivi.
Il libro: Cosa hanno in comune Luigi Tenco, la marcia dei 40mila a Torino, il lavoro in una fabbrica che produce e una passeggiata in bicicletta lungo le mura di Mirafiori?
Sono i nodi centrali dei due racconti, Appunti per una giovinezza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;"><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/11/la-seconda.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3145" title="la seconda"><img class="alignleft size-medium wp-image-3146" title="la seconda" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/11/la-seconda-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Martedì 22 novembre alle ore 18.00 alla Libreria Brac, Via de’ Vagellai 18r Firenze, <strong><a  href="http://www.sulromanzo.it/2009/09/intervista-demetrio-paolin.html" target="_blank">Demetrio Paolin</a></strong> presenta il suo nuovo libro <strong><em><a  href="http://www.transeuropaedizioni.it/dettaglio_libro.php?id_libro=123" target="_blank">“La seconda persona”</a></em></strong> edito dalla casa editrice toscana Transeuropa nella collana<em> Inaudita</em>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">A parlarne insieme a lui ci saranno lo scrittore <strong><a  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vanni_Santoni" target="_blank">Vanni Santoni</a></strong> e l’editore <strong><a  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Transeuropa_Edizioni" target="_blank">Giulio Milani</a></strong>, che illustrerà il progetto <em>“Inaudita”,</em> una serie di pubblicazioni con allegati musicali e audiovisivi.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">Il libro</span></strong><span style="font-family: 'Arial Narrow';">: Cosa hanno in comune Luigi Tenco, la marcia dei 40mila a Torino, il lavoro in una fabbrica che produce e una passeggiata in bicicletta lungo le mura di Mirafiori?</span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">Sono i nodi centrali dei due racconti, Appunti per una giovinezza </span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">e </span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">Fabbrica</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">,</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> che compongono il </span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">dittico </span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">La seconda <em>persona</em></span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">: </span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">un monologo interiore, una riflessione </span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">in cui seguiamo la voce narrante, che è quella di un figlio che si interroga sui propri </span><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow';">genitori</span></strong><span style="font-family: 'Arial Narrow';">, dove si mischiano memoria e finzione.</span><em><span style="font-family: 'Arial Narrow'; color: white; font-size: large;"> </span></em></p>
<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">Con una lingua lucida, sempre in bilico tra contemplazione e orazione, </span><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow';">Demetrio Paolin</span></strong><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> racconta lo strano mistero “trinitario” nel nome del padre, del figlio e della madre</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">.</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">Il cd allegato:</span></strong><em><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> Dalla parte del torto </span></em><span style="font-family: 'Arial Narrow';">è uno dei dischi più significativi</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> parrucche </span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">di</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> Claudio Lolli; l’album contiene canzoni nuove (come </span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">Nessun uomo è un uomo qualunque</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">, da tutti considerata</span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">una</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> delle più belle della sua produzione) e alcuni pezzi </span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">storici</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> riarrangiati. Un punto di partenza ideale </span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">per</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> conoscere questo grandissimo cantautore.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">Demetrio Paolin </span></strong><span style="font-family: 'Arial Narrow';">(19 74) vive e lavora a Torino. Nel </span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">2009 </span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">ha pubblicato </span><em><span style="font-family: 'Arial Narrow';">Il mio nome è</span></em><em><span style="font-family: 'Arial Narrow';"> Legione </span></em><span style="font-family: 'Arial Narrow';">(Transeuropa). </span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">I suoi racconti e saggi sono stati pubblicati </span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">su «Nuova Prosa», «Nuovi Argomenti» e</span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">«Nazione Indiana». Si è occupato di letteratura e </span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: small;">a</span><span style="font-family: 'Arial Narrow';">nni di piombo nel saggio </span><em><span style="font-family: 'Arial Narrow';">Una tragedia negata</span></em><span style="font-family: 'Arial Narrow';">.</span></p>
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		<title>Mercoledì 16 novembre h_18.00 “SCRIPTA, l’arte a parole” ciclo di presentazioni con autori e curatori di edizioni sulla critica d’arte contemporanea a cura di Pietro Gaglianò</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 14:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protagonista del terzo appuntamento di SCRIPTA Alberto Zanchetta con “Frenologia della Vanitas.Il teschio nelle arti visive&#8221;. Ed. Johan &#38; Levi
Interverranno l&#8217;autore e il curatore della rassegna.
Il libro: Il volume analizza come l’effige del teschio, simbolo massimo della caducità di tutte le cose terrene e del tempo che corrompe la bellezza, abbia modificato la propria simbologia sociale nell’avvicendarsi dei secoli, passando da puro simbolo funebre ad apologia della miseria umana, fino a diventare un’immagine assai abusata dagli artisti della vita moderna. Quello che era stato un oggetto terrifico atto a richiamare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/11/zanchetta-def1.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3141" title="zanchetta-def"><img class="alignleft size-full wp-image-3143" title="zanchetta-def" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/11/zanchetta-def1.jpg" alt="" width="104" height="150" /></a>Protagonista del terzo appuntamento di SCRIPTA Alberto Zanchetta con “Frenologia della Vanitas.Il teschio nelle arti visive&#8221;. Ed. Johan &amp; Levi<br />
Interverranno l&#8217;autore e il curatore della rassegna.</p>
<p>Il libro: Il volume analizza come l’effige del teschio, simbolo massimo della caducità di tutte le cose terrene e del tempo che corrompe la bellezza, abbia modificato la propria simbologia sociale nell’avvicendarsi dei secoli, passando da puro simbolo funebre ad apologia della miseria umana, fino a diventare un’immagine assai abusata dagli artisti della vita moderna. Quello che era stato un oggetto terrifico atto a richiamare l’idea della morte (Memento mori), ora non è più in grado di incutere paura e sconta la pena di una sovraesposizione che rischia di anestetizzarlo e banalizzarlo. Il saggio ripercorre la storia del teschio nell&#8217;arte dell’Occidente e dell’Oriente, dalla preistoria attraverso il Medioevo e dal Seicento fino ai primi anni del Terzo Millennio, con specifici approfondimenti sulla grande proliferazione del macabro nella cultura europea, su come lo spazio della vita e il tempo della morte convivano in città come Napoli e Palermo e sulla diversa concezione della morte in Messico e in Cina.<br />
Affrontando l’ampia casistica dei generi connessi alla Vanitas, la ricognizione prende in esame la pittura, la scultura, la fotografia, il video, così come i graffiti, i fumetti, le radiografie e gli enigmatici teschi di cristallo, con incursioni nella letteratura e nella sociologia. Nel tentativo di verificare le metamorfosi di senso e di forma subite dal teschio nel corso di un millennio, sono stati presi in esame più di cento artisti (tra cui Abramovic, Baechler, Barceló, Basquiat, Bertozzi&amp;Casoni, Cézanne, Jake e Dinos Chapman, Cucchi, Dalí, De Dominicis, Dine, Dix, Dokoupil, Ensor, Fabre, Galliani, Gligorov, Guercino, Hirst, Holbein, Huang Yan, Kahlo, Klimt, Kollwitz, La Rocca, Longobardi, Lupertz, Lüthi, Mapplethorpe, Michals, Munch, O’Keefe, Orozco, Oursler, Picasso, Quinn, Raynaud, Richter, Swallow, Yan Pei-Ming, Warhol, Witkin, Zhang Huan, etc.) e sono state analizzate altrettante opere, di particolare interesse nell&#8217;ambito dell&#8217;arte moderna e contemporanea.</p>
<p>L&#8217;autore: Alberto Zanchetta, critico d’arte e curatore indipendente, insegna Storia dell’arte contemporanea alla LABA di Brescia. Ha pubblicato il pamphlet Antologia del misogino (2006) e il saggio Humpty Dumpty Encomion (2007). Attualmente scrive per Flash Art, Arte e critica, Espoarte ed è stato collaboratore di Inside e Around Photography.</p>
<p>Scripta è un programma di appuntamenti, con cadenza mensile, da settembre a maggio, sull’editoria dedicata alla critica e all’analisi dei linguaggi artistici: quelle parole che, di là dal visibile, dalle mostre e dalle biennali, compongono il pensiero contemporaneo.</p>
<p>Scripta propone libri in cui le parole alimentano il dibattito, e non si limitano a descrivere o commentare quanto già presente al pubblico; la selezione dei titoli, infatti, per lo più non comprende cataloghi di mostre o monografie, ma prevede in prevalenza saggi, volumi tematici, importanti traduzioni di autori stranieri, raccolte di interviste e approfondimenti: una porzione di industria libraria meno in vista, rivolta più all’approfondimento che alla facile divulgazione, faticosamente e coraggiosamente promossa da case editrici secondo le quali <span style="text-decoration: underline;">i libri non sono eventi</span>.</p>
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		<title>Martedì 8 novembre_h. 18,00_Presentazione del volume &#8220;Di cosa sono fatti i ricordi. Tempo e luce di un fotografo di strada&#8221; di Tano D&#8217;Amico_Ed. Postcart</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 18:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 8 novembre alle 18 presentarà il volume &#8220;Di cosa sono fatti i ricordi. Tempo e luce di un fotografo di strada&#8221; edito da Postcart.
A moderare il dibattito Sandro Bini direttore dell&#8217;Associazione Culturale Deaphoto.
Sessantatré articoli scritti per il settimanale gli ALTRI, con stile lucido e poetico, come &#8220;personali lettere alla società&#8221;, permeati da un profondo senso critico verso le ingiustizie che da sempre colpiscono gli sconfitti, coloro che vivono ai margini della società e di cui si tenta di rimuoverne il ricordo. Con le sessantatrè foto che accompagnano i testi, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/11/tano.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3133" title="tano"><img class="alignleft size-medium wp-image-3134" title="tano" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/11/tano-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Martedì 8 novembre alle 18 presentarà il volume &#8220;Di cosa sono fatti i ricordi. Tempo e luce di un fotografo di strada&#8221; edito da Postcart.<br />
A moderare il dibattito Sandro Bini direttore dell&#8217;Associazione Culturale Deaphoto.</p>
<p>Sessantatré articoli scritti per il settimanale gli ALTRI, con stile lucido e poetico, come &#8220;personali lettere alla società&#8221;, permeati da un profondo senso critico verso le ingiustizie che da sempre colpiscono gli sconfitti, coloro che vivono ai margini della società e di cui si tenta di rimuoverne il ricordo. Con le sessantatrè foto che accompagnano i testi, il fotogiornalista Tano D&#8217;Amico traccia una linea di speranza che lancia al mondo come zattera di salvataggio. Il suo sguardo si distingue subito da quello degli altri fotografi. Tano è il fotografo dei senza potere, dei vinti, di cui riesce a cogliere la bellezza umana nel disagio sociale. Le sue immagini restituiscono dignità a coloro cui la dignità è stata tolta. Li rappresenta con complicità, simpatia, partecipazione, facendo del bianco e nero e dell&#8217;obiettivo 35 millimetri una precisa scelta stilistica.</p>
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		<title>Giovedì 27_h. 18,00_presentazione del volume &#8220;Suonare il Paese prima che cada. Musica degli anni zero&#8221; di Andrea Scarabelli_Ed. Agenzia X</title>
		<link>http://www.libreriabrac.net/brac/recensioni/2011/giovedi-27_h-1800_presentazione-del-volume-suonare-il-paese-prima-che-cada-musica-degli-anni-zero-di-andrea-scarabelli_ed-agenzia-x/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 18:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 27 ottobre alle ore 18,00 presso la libreria Brac di Firenze Andrea Scarabelli presenterà il volume curato per le edizioni Agenzia X “Suonare il paese prima che cada. Musica dagli anni zero”. A parlare con lui, sulla situazione della musica italiana dei primi dieci anni di questo secolo, ci sarà il giornalista Fulvio Paloscia.
&#8220;È la grande forza d’azione dei musicisti, oggi: ci si è accorti che ciò che parte dal basso funziona meglio di quel che viene concesso dall’alto, ed è la gente stessa a richiederlo&#8221; (dall’introduzione di Emidio Clementi).
Con i racconti orali di: Francesco ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Arial Narrow'; color: #333333;"><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/10/scarabelli.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3127" title="scarabelli"><img class="alignleft size-full wp-image-3128" title="scarabelli" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/10/scarabelli.jpg" alt="" width="115" height="173" /></a>Giovedì 27 ottobre alle ore 18,00 presso la libreria Brac di Firenze <strong>Andrea Scarabelli</strong> presenterà il volume curato per le edizioni Agenzia X “Suonare il paese prima che cada. Musica dagli anni zero”. A parlare con lui, sulla situazione della musica italiana dei primi dieci anni di questo secolo, ci sarà il giornalista Fulvio Paloscia.</span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; color: #333333;"></p>
<p>&#8220;È la grande forza d’azione dei musicisti, oggi: ci si è accorti che ciò che parte dal basso funziona meglio di quel che viene concesso dall’alto, ed è la gente stessa a richiederlo&#8221; (dall’introduzione di Emidio Clementi).<br />
Con i racconti orali di: Francesco Bianconi (Baustelle), Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica), Pierpaolo Capovilla (Il teatro degli orrori), Max Collini (Offlaga Disco Pax), Dente, Federico Dragogna (Ministri), Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35), Meg, Enrico Molteni (Tre allegri ragazzi morti), Massimo Pupillo (Zu), Tying Tiffany.</span></p>
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		<title>Venerdì 21 h_18_Presentazione di Post Coitum di Makkox_Bao Publishing</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sacha</dc:creator>
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		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[in città]]></category>
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		<description><![CDATA[Post Coitum – Satire di un Tardo Impero
Da più di un anno Marco Dambrosio in arte Makkox propone ai lettori del quotidiano on-line di Luca Sofri, il Post, le sue amare considerazioni sull&#8217;attualità tramite le sue popolarissime vignette.
BAO Publishing e Makkox presentano duecentocinquantasei pagine, quasi un anno di fiele, ironia e amarezza racchiuse in Post Coitum, la prima, spettacolare raccolta delle vignette pubblicate da Makkox su ilPost.it in un&#8217;edizione splendida e di grande formato, corredata da un&#8217;introduzione di Luca Bizzarri e una prefazione di Luca Sofri.
Venerdì 21 ottobre alle ore ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a  href="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/10/Post-Coitum.jpg" class="thickbox no_icon" rel="gallery-3124" title="Post-Coitum"><img class="alignleft size-medium wp-image-3125" title="Post-Coitum" src="http://www.libreriabrac.net/brac/wp-content/uploads/2011/10/Post-Coitum-158x300.jpg" alt="" width="158" height="300" /></a>Post Coitum – Satire di un Tardo Impero<br />
</strong>Da più di un anno Marco Dambrosio in arte <strong>Makkox</strong> propone ai lettori del quotidiano on-line di <strong>Luca Sofri, il Post</strong>, le sue amare considerazioni sull&#8217;attualità tramite le sue popolarissime vignette.</p>
<p>BAO Publishing e Makkox presentano duecentocinquantasei pagine, quasi un anno di fiele, ironia e amarezza racchiuse in <em>Post Coitum</em>, la prima, spettacolare raccolta delle vignette pubblicate da <strong>Makkox </strong>su <em>ilPost.it</em><strong> </strong>in un&#8217;edizione splendida e di grande formato, corredata da un&#8217;introduzione di <strong>Luca Bizzarri</strong> e una prefazione di <strong>Luca Sofri.</strong></p>
<p>Venerdì 21 ottobre alle ore 18 a presentare questo straordinario albo ci saranno l&#8217;autore. A moderare il dibattito che ne scaturirà Costanza Baldini.</p>
<p><em>Post Coitum</em> parte dalla celebre cucina Tulliani per raccontare un anno di travagliate vicende politiche del nostro paese fino ad arrivare al cuore che gronda sangue del Presidente del Consiglio. <strong>Le satire di un tardo impero</strong> raccontate tramite le voci dei protagonisti: un <strong>Tremonti</strong> in spiaggia che sogna di rifarsi sui bulletti dell&#8217;ombrellone accanto, un <strong>Berlusconi</strong> che guarda romanticamente l&#8217;Italia in subbuglio, un <strong>Bossi</strong> relegato nel suo ufficio con un telefono giocattolo&#8230;</p>
<p>Le vignette di Makkox vengono rimbalzate ogni giorno sui maggiori social network da utenti entusiasti, un fenomeno paragonabile al successo di Spinoza.it.</p>
<p><strong>Makkox</strong> (1965) è autore di fumetti che appaiano sul web dal 2007. Commenta la vita politica italiana quotidianamente tramite le vignette che appaiono sul post.it e per BAO Publishing ha appena finito di realizzare due raccolte di storie brevi: <em>Se muori siamo pari </em>e<em> Ladolescenza</em>. Il 10 settembre 2011 gli è stato conferito il prestigioso<strong> Premio Internazionale della Satira Politica di Forte dei Marmi</strong>, già consegnato a colleghi del calibro di Vauro, Vincino, Forattini e Giannelli. E proprio Vauro e Vincino l&#8217;hanno scelto per la squadra che riporterà la storica rivista <strong><em>Il Male</em></strong> in edicola!</p>
<p><em><br />
Post Coitum</em> è Makkox al suo meglio, in una collezione imprescindibile che lo consacra come uno dei massimi nomi della satira italiana. Un libro da regalarsi e regalare.</p>
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